STORIA VERA DI UNA DEVIANTE

La verità è che di fronte agli altri non spingo mai abbastanza. Quando si tratta di scintillare, io sbiadisco. Qualcuno, sull’altra sponda dell’Oceano, avrà sicuramente inventato un nome, una diagnosi, forse una terapia, per questo genere di disturbo. La paura che sale incontrastata ad un passo dalla vittoria, quando ti ritrovi solo in testa alla massa dei gregari, ad avanzare sulle tue gambe, col terrore inspiegabile di tagliare il traguardo che si avvicina. Allora rallentare, fermarsi, aspettare gli altri, osservarli mentre ti superano, mentre trionfano al tuo posto. Poi piangere, rimpiangere, odiare, distruggere, appiccare incendi dolosi per segnalare la propria assenza, nascondersi.

Sparire dalla vita degli altri, degli important others, sfuggire a chi avrebbe potuto aprirti qualsiasi porta dell’universo letterario, abbandonare gli studi, deviare dal proprio destino, assumere un destino deviante, nella devianza ottenere di nuovo successo, quindi rinunciare nuovamente, deviare ancora e ancora, nella speranza di fallire sempre meglio, sempre con più stile.

loppiocomet029

Nient’altro che la tua solitudine ti aveva portata fin lì, ma ti è mancato il coraggio di essere sola fino in fondo, nel momento cruciale, quando dar prova di te significava mettere in gioco la vita. E tutto perché la finissero di guardarti. Tutta quell’attenzione convergente su di te, intollerabile. Uno spossessamento. Meglio l’invisibilità. 

Meglio scintillare nel buio, a porte chiuse. 

Qui, dove nessuno mi potrà mai trovare, dove nemmeno il vostro sguardo mi può raggiungere, qui dove risiede l’animale perfetto che è in me, qui io sfolgoro.

Annunci

3 pensieri su “STORIA VERA DI UNA DEVIANTE

  1. ophelma ha detto:

    Sì, è così.
    Parli di merito. Il cuore del problema, per alcuni, è proprio l’auto-legittimazione. Ci sono creature che si chiedono Perché io? Chi sono io per mettermi al centro della scena? Adoro chi riesce a concedersi quella dose sana, vitale, di arroganza che gli permette di affermarsi in un confronto. Ci vuole coraggio, dici bene. Personalmente ci sto lavorando (voglio essere arrogante e dire IO). Il fatto di aver aperto un blog di cazzate come questo, per me è già un piccolo trionfo. Come pure questo piccolo scambio di idee ❤︎ (poi, sì, a quest’ora divento logorroica, sorry).

    Liked by 1 persona

    • nikades ha detto:

      Mai scusarsi con me per l’essere logorroici (lo sono anch’io, quindi comprendo bene quando uno si lascia andare 😉 ).
      Non penso sia arroganza o egoismo quando si ha modo di stare al centro della scena per merito (e te lo dice una timida che si vergogna di essere seguita anche dalla sua ombra, a volte). Bisogna capire, credo, che quando è il nostro momento e lo è per giusti motivi, ci facciamo solo del male a non “imporci”. Se non portiamo noi rispetto a noi stessi per tutte le fatiche fatte e l’impegno messo, gli altri non avranno certo pietà di noi. Anzi!

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...