MONOLOCALE MON AMOUR

vitruvius

Da circa un mese mi sto dedicando a un restyling – rigorosamente low-budget – della minicasa (40 mq centralissimi di rustica decrepitezza).

L’idea iniziale, accarezzata per qualche tempo, era quella di traslocare altrove, lasciarmi tutto alle spalle e festa finita. Salvo poi cambiare idea quasi subito, perché in fondo, diciamocelo, io alla minicasa ci sono drammaticamente affezionata.

Poi, anche volendo, mica è facile trovare così su due piedi la soluzione abitativa dei propri sogni. Mi sarei dovuta adattare in ogni caso, tanto valeva intervenire in loco, su un terreno conosciuto e famigliare per apportarvi qualche modifica strategica in funzione dei miei bisogni (halleluja).

In effetti è proprio così che è andata. Dopo anni – anni! – di compromessi e di adattamenti coatti mi sono decisa a prendere in mano la situazione.

Non è facile spiegare perché mi sia decisa soltanto ora. Potrei dire che l’esitazione aveva a che fare con il timore di mettere radici. Mi sono sempre sentita transitoria in questo posto (in qualunque posto). E il fatto stesso di personalizzare l’appartamento significava nella mia testa ammettere una prospettiva di stanzialità che proprio non mi andava giù. Adesso questa prospettiva non mi sembra più tanto minacciosa. Che io mi trattenga qui a Siena solo per un altro anno, o per due, o per dieci – non fa differenza, ci devo vivere e, passando in casa la maggior parte del mio tempo, ho diritto di viverci relativamente bene.

Detto questo, il monolocale è uno spazio per sua natura difficile da arredare. Concentra in pochi metri una moltitudine di funzioni, è al tempo stesso camera da letto, cucina, soggiorno, home office.

Bisogna imparare ad organizzare lo spazio disponibile – ma senza intasarlo (non può essere solo una iperstimolante craft room, ci devi anche dormire).

La sfida più ardua è quindi riuscire a sfruttare ogni singolo metro quadrato conservando un certo grado di ariosità, un margine, seppur minimo, di spazialità negativa (detto niente).

Oltre a questo si tratta di riuscire a conciliare funzionalità ed estetica. E qui le cose si complicano maledettamente, essendo il monolocale già arredato di suo. Significa, almeno in questa fase iniziale, integrare pezzi nuovi e scintillanti al mobilio preesistente (di gusto dozzinale). Impresa intuitivamente non facile.

(Spunti, idee, consigli?)

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2 pensieri su “MONOLOCALE MON AMOUR

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